domenica 24 aprile 2011

Discutere la posizione del singolo individuo di fronte alla cultura e alla vita quotidiana, alla "macchina" quotidiana.
Per lo più l'alienazione esistenziale viene introiettata e considerata "naturale" dalla maggior parte delle persone e la "cultura" non riesce a svegliare l'individuo, a fargli aprire gli occhi o mirare oggettivamente la sua condizione di "ingranaggio".
Oltre ad essere "intelligente", occorre saper mettere in pratica questa proprietà e dargli una direzione pratica precisa.
Bisogna sempre guardarsi dal dichiarare di avere trovato la verità assoluta. La vita è una continua ricerca. Soprattutto chi viene dopo, deve mettere in dubbio, continuare le ricerche e non cullarsi nella certezza di vivere nella verità.
Bisogna avere il coraggio di rivoluzionarsi in continuazione. Mettere in discussione tutto quello che si è già espresso, provando nuove analisi, a causa di nuove condizioni, mutamenti intervenuti nella realtà.
Le carte vengono rimescolate in continuazione. A livello sociale le categorie si compongono e scompongono, salgono e scendono nella scala sociale. In campo linguistico c'è uno spostamento semantico continuo dei concetti astratti.

lunedì 11 aprile 2011

Bisogna avere sempre il coraggio di ammettere di non essere in grado di conoscere, spiegare, consigliare, analizzare, giudicare TUTTO. Piuttosto che forzare per portare l'enunciazione dove si vorrebbe che andasse, bisognerebbe ammettere di non sapere, lasciare il problema senza risposta, a metà e abbozzare solo un'ipotesi.
Alla base di ogni nuova dottrina, visione della realtà, ci sta un METODO. E' soprattutto da questo che si deve partire, per poi cercare il nuovo contenuto, usando il metodo a cui ci si è affidati (es. Bacone, Galileo, Cartesio).

sabato 27 novembre 2010

Non si possono liberare indiscriminatamente tutti gli istinti repressi dell'animo umano. Occorre liberare gli istinti che la civiltà borghese ha teso a reprimere perché pregiudicavano la dedizione al lavoro, all'adesione alle macchine; mentre occorre limitare gli istinti che portano a egoismo, sopraffazione, sfruttamento, disparità ...
Negli stati moderni capitalisti l'aggressività e la violenza non sono bandite, sono monopolio del potere centrale.
Io riguarderei il concetto di aggressività. Non si tratta solo di una foga distruttrice, di un'azione materiale/fisica violenta (simbolo: l'adrenalina), ci sono anche altre forme più sottili e sublimate di aggressività che operano comunque nello scomporre l'unione, la solidaretà di più soggetti diversi.
La distruzione fisica e l'affermazione mentale/sociale/politica/economica hanno alla base lo stesso impulso, la stessa logica. Aggressivo può essere anche chi ha dei modi esteriori, dei comportamenti fattivi molto misurati, raffinati, calmi. Ciò che discrimina è il risultato di certe azioni che magari non hanno l'aspetto aggressivo.
Non perdere mai di vista la TOTALITA' di tutti gli aspetti della vita, della natura psicologica e fisica dell'uomo, della loro UNIONE. Sono tutti insieme una cosa sola. Non c'è distinzione netta fra istinto e ragione. Sono due aspetti diversi del medesimo impulso. Non c'è confine, distinzione fra il fisico e lo spirituale, sono solo categorie di giudizio.