venerdì 11 giugno 2010

Una società, una ideologia, autoritarie e arroccate su se stesse, portano a scaricare le tensioni, le forze interne di rifiuto che si creano verso un'idea, un gruppo - esistenti o inesistenti - di cui si crea tutta una precisa demonologia adatta allo "sfogo". Viene "creato" un nemico contro cui combattere ciecamente. Solo così si possono tenere in scacco intere popolazioni, distratte dal riflettere sulla realtà, sulla struttura a cui sono sottoposte. Così una minoranza riesce a reggere le sorti di una organizzazione che tiene in pugno una maggioranza.
Che grande potere è possedere delle idee "giuste e indiscutibili" che nessuno può confutare senza cadere automaticamente nella categoria delle idee "sbagliate e da ripudiare". Chi scagiona le streghe è lui stesso stregone.
Abituarsi idealmente al "bianco-scuro", piuttosto che al "bianco" e allo "scuro", all'incertezza e all'insicurezza di una scelta senza prospettive sicure più che alla sicura via già tracciata che basta solo seguire senza crearsi problemi.
L'uso dello strumento mentale con cui guardare la realtà: questo è il punto cruciale di ogni visione o giudizio.
Occorre un sano scetticismo su tutte le notizie che sono a base di condanne o crociate.
Sì, bisogna analizzare soprattutto la base sociale dei pregiudizi, dei progrom, dei fanatismi: una miscela esplosiva di ignoranza, problemi economici, paure, disagio psicologico. Come fare per spazzare questo triste processo, il sorgere di idee distruttive, di odio di uno verso l'altro?
Il concetto di legalità è molto pericoloso. Non bisogna farsi condizionare da esso. Non è giusto solo quello che è permesso e viceversa.
Bisogna essere capaci ancora di scandalizzarci, di rimanere attaccati a dei principi. Il punto sta però nel vedere correttamente questi principi, avere un concetto preciso in testa, senza fermarsi ad una forma precostituita ma guardando agli effetti pratici. Solo così si vedranno controluce certe "idee comuni". Bisogna come estraniarsi, provenire da un'altra epoca.
Smontare qualunque teoria finalistica o che celebra i trionfi di qualche idea o civiltà. Dietro c'è sempre un gravissimo e nascosto rovescio della medaglia.
Cercare sempre quello che non è evidente o palese, anche nelle idee. Sconfiggere la forza dell'abitudine mentale.
Il "capitalista" reinveste ciò che ha guadagnato, il suo profitto, in ciò che dà "prestigio".
Per fare una vera critica bisognerebbe fare una scelta di campo, non solo mentale ma anche materiale.
"Una nuova forza sociale e istituzionale che possa dare sbocco pratico a critiche e teorie riformatrici/rivoluzionarie": è questo il punto per tradurre qualsiasi idea, utopia, misura astratta in un processo reale, concreto, vivo ed efficace, anche se grandi contrasti e conflitti sono inevitabili contro gli interessi costituiti. E' questo il punto che ha fatto sì che tanti profeti, ideologhi, siano rimasti solo dei predicatori di parole e intenzioni e non siano riusciti a scalfire il sistema contro cui combattevano. Ogni battaglia di idee comunque - ed è l'unica speranza - non è mai vana.
Quando delle idee rivoluzionarie si scontrano/devono fare i conti con la realtà viscida, condizionatrice, fatta di interessi-istituzioni-sistemi costituiti, molto spesso perdono la loro forza innovatrice, la esauriscono e rispunta sotto nuove forme un altro sistema totalizzante simile o con gli stessi procedimenti di quello distrutto (Lutero ---> status quo principesco; Lenin ---> status quo burocratico).
Rivedere il concetto di capitalismo e portarlo a quello di egoismo umano. Del resto Adam Smith stesso aveva scritto che si basava su degli "animal spirits".
Il denaro non ha una vera e propria ideologia. L'egoismo, la cupidigia umana vanno al di là di qualunque religione, dottrina, ideologia (i re spagnoli del 600 che prendevano soldi da protestanti o ebrei - i protestanti stessi che finanziavano le potenze cattoliche nemiche).
Come durante la Riforma si portò la libertà di intendere il messaggio del Vangelo e l'imperativo di operare per esso, così ognuno dovrebbe avere dentro di sé coscienza-libertà-possibilità di intendere il messaggio della Liberazione e combattere coscientemente per esso.
Quando si riuscirà a spezzare il monopolio dell'ignoranza da parte delle sovrastrutture?
1500: chiesa - conventi - frati - sacerdoti ---> fedeli ignoranti e sfruttati.
1900: stato - grandi gruppi finanziari - tv - giornali ---> massa che accetta passivamente, acriticamente.
Erasmo da Rotterdam che richiama ad una nuova origine, a gettare/ignorare le forme sclerotizzate per un nuovo contenuto "originale e antico", per nuove forme all'interno del sistema esistente.
Anche se si avesse il potere di modificare un sistema per riformarlo, si rimane prigionieri dei suoi stessi ingranaggi, delle leggi/forme/interessi/soggetti precostituiti, tanto da rendere vano o quasi impossibile un intervento senza la violenza, la forza, la costrizione.
Forse c'è qualcosa di psicologico/sociologico che può influenzare le scelte economiche/politiche di un paese. L'economia collettiva è tipica dei periodi di debolezza umana, quando bisogna coalizzarsi contro le forze della natura (società primitive, feudali, isolate) mentre è un intralcio in un'economia di sfruttamento, ricca, aggressiva, dove solo l'egoismo, l'iniziativa privata fa funzionare il sistema.