sabato 27 novembre 2010

Non si possono liberare indiscriminatamente tutti gli istinti repressi dell'animo umano. Occorre liberare gli istinti che la civiltà borghese ha teso a reprimere perché pregiudicavano la dedizione al lavoro, all'adesione alle macchine; mentre occorre limitare gli istinti che portano a egoismo, sopraffazione, sfruttamento, disparità ...
Negli stati moderni capitalisti l'aggressività e la violenza non sono bandite, sono monopolio del potere centrale.
Io riguarderei il concetto di aggressività. Non si tratta solo di una foga distruttrice, di un'azione materiale/fisica violenta (simbolo: l'adrenalina), ci sono anche altre forme più sottili e sublimate di aggressività che operano comunque nello scomporre l'unione, la solidaretà di più soggetti diversi.
La distruzione fisica e l'affermazione mentale/sociale/politica/economica hanno alla base lo stesso impulso, la stessa logica. Aggressivo può essere anche chi ha dei modi esteriori, dei comportamenti fattivi molto misurati, raffinati, calmi. Ciò che discrimina è il risultato di certe azioni che magari non hanno l'aspetto aggressivo.
Non perdere mai di vista la TOTALITA' di tutti gli aspetti della vita, della natura psicologica e fisica dell'uomo, della loro UNIONE. Sono tutti insieme una cosa sola. Non c'è distinzione netta fra istinto e ragione. Sono due aspetti diversi del medesimo impulso. Non c'è confine, distinzione fra il fisico e lo spirituale, sono solo categorie di giudizio.
LIBERTA': concetto molto complesso e molto relativo. Può essere la libertà di scegliersi il sistema di regole che più è consono ad una singola natura umana, ad una idea ben precisa - facendo salve però certe regole fondamentali di convivenza reciproca.
A livello pratico ognuno è libero di pensare, comportarsi, parlare come vuole e deve essere data possibilità pratica a ognuno di attuare questa libertà. Gli unici istinti che devono essere rimossi o sublimati sono quelli di agressività verso gli altri.