domenica 1 agosto 2010
E' questa la scuola che dovrebbe esistere: non imporre un modello sociale a cui adeguarsi ma aiutare a staccarsi, a rendersi consapevoli delle condizioni a cui si è soggetti. Guardare in controluce ciò che viene insegnato. Insegnare le basi, le strutture del nostro vivere in generale. Si può farlo fin dall'infanzia? è necessario farlo fin da allora? E' salutare insegnare ai bambini delle incertezze? Come sottrarli al pesante condizionamento sociale? E' questo che deve fare la scuola?
Così come tutti i nostri usi, le nostre maniere, il rapporto con il nostro corpo, con gli altri, non sono dettati da atteggiamenti naturali e spontanei, così bisogna considerare la nostra vita sociale: come tutta una serie di imposizioni le cui ragioni sono state interiorizzate o rimosse. Sarebbe molto utile rendere conto a tutti di questo concetto.
Cosa bisogna fare della parte animale che abbiamo in noi stessi? Ci sono gli istinti, le passioni, il sesso, ciò che ci può distogliere dalla condotta imposta dall'ordine superiore, ma c'è anche la violenza, la brutalità, la distruzione e gli istinti egoistici sublimati nell'accumulazione di denaro e di benessere. Bisogna conoscerli e saperli controllare, usare come si decide coscientemente. Soprattutto evitare ogni approccio eccessivamente teorico e astratto. Fanno parte della nostra vita quotidiana e vanno quindi trattati come esperienze concrete, come fenomeni familiari, importanti della vita di tutti i giorni.
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