giovedì 9 giugno 2011

La vera scienza non è una contemplazione, ma una continua discussione e revisione. Non è mai data una volta per tutte.
Esiste un pensiero, una teoria, un sistema univoco, oppure esistono solamente una serie di varie proposizioni staccate e pure contraddittorie fra di loro? Esiste un'idea guida o tante forme diverse?
Bisogna sempre tenere l'occhio sull'incidenza sociale e politica che può avere qualunque pensiero considerato fin nei suoi minimi dettagli.
Non esiste un principio assoluto nell'esistenza umana.
Si sbaglia a considerare la violenza come la natura fondamentale dell'essere istintuale umano. Amore e solidarietà sono istinti pari alla crudeltà e alla distruzione. E' la cultura a stabilire "classifiche", a caricare di significati positivi e negativi l'uno e l'altro. Si badi bene: la cultura è sempre esistita, anche quando l'uomo viveva nelle grotte, si chiami pure "legge del più forte".

giovedì 28 aprile 2011

Uno dei primi segni della vecchiaia è la sensazione di sentirsi superati, scavalcati da qualcuno più giovane di te. Sentire che c'è qualcuno più entusiasta e più bravo di te. La rottamazione non è solo per i politici. E' uno dei primi segni di "fine", di "morte". Prima della fine fisica c'è la fine sociale e operativa. Accettare la sensazione di inutilità e decadenza.
Guardare in faccia la realtà, vivere con umiltà. Rendersi conto che non si vale niente, che quello che uno fa è fatto sicuramente meglio da qualcun'altro, che la propria opera non è essenziale né necessaria. Non serve a niente l'orgoglio o l'amor proprio: è patetico.
Farsene una ragione e non sorprendersi né meravigliarsi. Aspettarsi di venire usato, non aspettarsi lodi, riconoscimenti. Si è indifferenti per gli altri, della propria interiorità interessa poco o niente a chi sta intorno.

lunedì 25 aprile 2011

Ogni pensatore formula indipendentemente le sue idee, ne fa un sistema, quasi una ragione di vita per se stesso: una parte di se stesso tradotta in pensieri scritti. Può essere anche una soddisfazione personale. Ma dal momento che si cerca di far conoscere il proprio pensiero agli altri, che si accetta il confronto con il mondo esterno, ecco che i pensieri/le idee acquistano automaticamente un altro significato, un'altra portata - diventano parte integrante della società, delle idee e istituzioni già presenti e interagiscono con loro con risultati che vanno spesso al di là delle intenzioni di chi ha formulato le idee. Vengono adottate, interpretate, ecc. (Lutero, Cartesio, ...). Quindi non ci si deve illudere di scrivere solo qualcosa per se stessi, bisogna sempre tenere presente questa dimensione collettiva/sociale delle proprie idee e prevedere se possibile e sfruttare (magari farne il punto centrale) le conseguenze/le reazioni/il significato nell'ambito dell'intero sistema.
Ogni principio morale può avere indifferentemente un risvolto positivo e uno negativo allo stesso tempo. Per esempio: controllare le proprie passioni, i propri desideri, limitarsi a una dimensione realistica, può essere utile per rimanere con i piedi per terra, per capire e ad essere incisivi, staccarsi dalla propria materia per vederla meglio, controluce, non farsi trasportare da illusioni o desideri autodistruttivi. Allo stesso tempo questa limitazione crea l'uomo medriocre, piccolo, cinico, che si abitua, si rassegna ad una realtà viscida, paralizzante, anzi partecipa al consolidamento di essa; non ha nessuna spinta utopica, una speranza, un senso per lottare, per realizzare dei sogni.
Bisogna perciò guardare a destra e a sinistra quando si parla di opzioni morali, cercando di essere chiari.

domenica 24 aprile 2011

"Camminare con sicurezza nella vita" (Cartesio).
Lo si può fare anche accompagnati solo dalle valigie dell'incertezza che apparentemente sono solo un peso.