giovedì 25 novembre 2010

Giudicare AL DI FUORI dei modelli, degli stereotipi in cui si vive è quasi impossibile, se non dopo una autoconvinzione e autocostrizione a non considerare TUTTE quelle che sono le caratteristiche della nostra civiltà come le caratteristiche della civiltà.
Il realtà chi comanda, chi regola la società attuale, il vero deus ex machina, ciò che gli imprime il volto caratteristico, non è tanto una classe particolare (la borghesia), è piuttosto un principio astratto: il denaro e soprattutto tutta la costruzione teorica artificiale che va con il nome di economia.
Noi tutti borghesi e non lavoriamo, siamo dei meccanismi di questa macchina gigantesca: mercato, concorrenza, prodotto interno lordo, profitto, ecc.
La nostra educazione è quella di introiettare fin dall'infanzia la nostra schiavitù a questa macchina. Tutte le regole e le costrizioni devono apparire come naturali, come provenissero automaticamente da noi stessi, esigenze personali (trovare lavoro, comprare la tal cosa, la tal altra ...)
Ciò vale, ad esempio, per la regolazione e repressione degli impulsi individuali, indispensabile per il lavoro.
"L'uso di questi mezzi [i condizionamenti sociali] mira a fare del comportamento socialmente desiderabile un automatismo, un'autocostrizione e a farlo apparire alla coscienza del singolo come un comportamento che scaturisce dall'interno per sua autonoma iniziativa, nell'interesse della sua salute o per salvaguardare la dignità umana"
Norbert Elias
Il senso di colpa, il disgusto, il rimorso sono le più potenti armi che ha una certa cultura, un certo regime politico/psicologico/sociale per imporsi, per tenere sotto controllo in modo silenzioso e capillare (penetrando nell'autocoscienza individuale) il più grande numero di soggetti umani.