domenica 20 giugno 2010

Un intellettuale con la cravatta è la stessa cosa di un intellettuale senza cravatta?
Ripudiare i segni esteriori di una appartenenza sociale può essere il segno interiore di una volontà di rottura, un modo per esprimerla. Non è però obbligatorio farlo, cioè non è proprio il segno un elemento fondamentale di conoscenza e distinzione.
Erasmo non ripudiò mai l'abito religioso, eppure fu quello nel 500 che prospettò una maniera rivoluzionaria di intendere la fede religiosa, superando i formalismi, umanizzandola, ecc.
Lutero abbandonò l'abito talare ma rimase sempre un monaco. La sua dottrina ribadisce la disciplina, la missione obbligata/ubbidiente verso Dio e la estende a tutti i soggetti umani.

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